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Il confronto con gli altri influenza l’insoddisfazione corporea?

Da cosa dipende l'insoddisfazione corporea?

La presenza di un’immagine corporea negativa è determinata da numerosi fattori.
La credenza più comune è che il “vedersi male” sia determinato principalmente dal numero che leggiamo sulla bilancia, vi sarà forse infatti capitato di sentire o dire frasi come queste: “quando dimagrirò mi piacerò sicuramente di più” o “più quel numero è alto più mi vedo male”.

In realtà il peso corporeo non è determinante nel definire la nostra immagine corporea: possono esserci persone grasse con un’immagine corporea positiva così come persone magre con  un’immagine corporea negativa e viceversa.

 

Fattori di mantenimento insoddisfazione corporea

Rielaborazione personale tratta da:

“Cognitive Behavior Therapy and Eating Disorders, Cristopher G.Fairburn, 2008 – The Guildford Press” ; “Integrating Fundamental Concepts of Obesity and Eating Disorders: Implications for the Obesity Epidemic, Macpherson-Sánchez, 2015 – Vol 105, No. 4 | American Journal of Public Health”

Questo schema mostra i principali fattori che influenzano la presenza e il mantenimento di un’immagine corporea negativa.

Alcuni fattori sono delle caratteristiche o dei comportamenti individuali come ad esempio:

  • valutazione di sé incentrata eccessivamente sul proprio peso o le forme del proprio corpo
  • check della forma del corpo o evitamento (ad esempio scrutarsi allo specchio osservando in maniera dettagliata solo le parti che piacciono di meno)
  • confronto con gli altri

Mentre un secondo gruppo è molto influenzato dalle caratteristiche della società in cui viviamo:

  • percezione dell’ “essere grasso” come un problema
  • internalizzazione dell’ideale di magrezza
  • influenza della società

Il confronto con gli altri aumenta l'insoddisfazione corporea?

In questo articolo approfondirò in maniera specifica uno di questi fattori: il confronto con gli altri. 

Confrontarsi con gli altri è una tendenza naturale che tutti noi abbiamo su moltissime aree della nostra vita.
Anche confrontare il proprio corpo con quello degli altri è naturale.

A volte può essere neutrale, cioè una semplice osservazione tra le differenze o le somiglianze che ci sono tra due corpi.
A volte può essere utile e positivo, ad esempio posso osservare il taglio di capelli di qualcuno e sentirmi ispirata a tagliare anche i miei in quel modo.

A volte invece può essere negativo e frustrante.
Accade quando tendiamo a fare un confronto per poi giudicare il nostro corpo peggiore degli altri. Tendiamo infatti ad osservare solo i nostri difetti e confrontarli con gli aspetti positivi degli altri.

Perché il confronto con il corpo degli altri ti fa stare male?

Questo capita perché alla base di questo confronto ci sono spesso dei bias (una sorta di errore cognitivo che sta alla base del ragionamento) sia sulle modalità di osservazione che sul focus dell’osservazione.

Per quanto riguarda le modalità molto spesso si tende ad osservare il corpo di una persona estranea, osservandola di sfuggita per qualche secondo e paragonarlo al proprio che invece viene scrutato minuziosamente e continuamente: questo fa sì che la tendenza a vedere più difetti nel proprio corpo sia sicuramente maggiore.
Questo avviene molto spesso quando si confronta il proprio corpo con quello degli altri che passano in strada o che ci circondano in spiaggia. 

Per quando riguarda il focus il bias spesso sta proprio nell’escludere alla base il confronto con chi ha caratteristiche che si ritengono “peggiori” delle proprie.
Ad esempio se io sono preoccupata per i miei fianchi larghi tenderò a confrontarmi sempre con persone che hanno i fianchi più stretti dei miei, escludendo in maniera selettiva un’ampia categoria di persone. Da questo confronto uscirò quindi sempre convinta di essere peggiore degli altri e questo può portare  a  peggiorare l’autostima, la confidenza e fiducia nel proprio corpo.

Cosa succede con il confronto dei corpi sui social?

Nella nostra società l’uso dei social network occupa una fetta importante delle nostre giornate, soprattutto in età adolescenziale e il confronto che avviene all’interno di queste piattaforme merita di essere analizzato separatamente.

Alcuni studi scientifici hanno provato a studiare la relazione tra social e insoddisfazione corporea e sono emersi diversi aspetti:

Il confronto sui social ha effetti più negativi di quello “dal vivo”
Come abbiamo detto il confronto tra i corpi è normale che avvenga e può avvenire in svariati contesti  (di persona, attraverso i giornali, la televisione o i social media).
Uno studio ha preso in considerazione i diversi contesti chiedendo a 146 ragazze di osservare, attraverso un questionario, per 5 giorni la frequenza e il contesto in cui effettuavano un confronto corporeo e di riportare anche il loro umore e grado di insoddisfazione corporea. 
Il confronto sui social è quello che era associato ai valori più negativi di peggioramento sia dell’insoddisfazione corporea che dell’umore. (Fardouly et al., 2017)

Le donne utilizzano più degli uomini i social per fare un confronto corporeo

Alcuni studi dimostrano che le donne in media utilizzano più degli uomini i social per guardare le foto di altre persone con un coinvolgimento attivo ossia non un semplice scrollare passivo delle immagini (Smith, 2014) ma per attuare un vero e proprio confronto di se stesse con gli altri; gli uomini invece li utilizzano di più per stare in contatto con gli amici o in maniera non attiva. (Haferkamp, Eimler, Papadakis, & Kruck, 2012)

Instagram peggiora l’insoddisfazione corporea dopo soli 7 minuti

Uno studio recentissimo ha osservato 308 ragazze tra i 18 e i 26 anni: sono state divise in maniera randomizzata ( a caso) in tre gruppi e invitate ad utilizzare i social per 7 minuti su un iPad. Un gruppo utilizzava Facebook, un gruppo Instagram e un gruppo uno stimolo neutrale senza alcun elemento che potesse stimolare la propria immagine corporea come un gioco di strategia. Sia prima che dopo questi 7 minuti veniva misurata la loro insoddisfazione corporea e le emozioni che provavano.
In chi utilizzava Facebook e Instagram rispetto al gruppo neutrale si è evidenziato un peggioramento dell’insoddisfazione corporea correlato anche all’aumento di emozioni negative e una diminuzione di quelle positive. E’ emerso inoltre che tali valori erano più elevati nel gruppo che aveva utilizzato Instragram rispetto a quello che aveva usato Facebook:  Instagram è la piattaforma in cui il focus è incentrato prevalentemente sulle immagini rispetto al testo e per questo le possibilità di effettuare confronti con altri corpi sono maggiori. (Engeln et al., 2020)

Si può migliorare il proprio rapporto con i social?

La bacheca di Instagram, TikTok o qualsiasi altro social è costituita dalle persone (amici o influencer) che si sceglie di seguire.
Se ogni volta che apri i social ti rendi conto che ti senti di malumore o peggiora la tua insoddisfazione corporea puoi iniziare a non seguire più i profili che ti scatenano questi pensieri. 
Seguire profili che si occupano di bodypositive e di normalizzazione dei corpi può sicuramente migliorare la tua esperienza sui social. 

Inoltre se sei preoccupata per le sensazioni che provi riguardo al tuo corpo, rivolgerti ad uno specialista può sicuramente esserti d’aiuto. 

Bibliografia

  • Cristopher G.Fairburn, “Cognitive Behavior Therapy and Eating Disorders”,  – The Guildford Press 2008  
  • Engeln et al.,  “Compared to Facebook, Instagram use causes more appearance comparison and lower body satisfaction in college women” – Body Image, Volume 34, September 2020, Pages 38-45
  • Fardouly J., Rebecca T. Pinkus, Lenny R.Vartanian, “The impact of appearance comparisons made through social media, traditional media, and in person in women’s everyday lives” – Volume 20, March 2017, Pages 31-39
  • Haferkamp N., S. Eimler, A.M. Papadakis and J. Kruck, “Men are from Mars, women are from Venus? Examining gender differences in self-presentation on social networking sites”- Cyberpsychology, Behavior and Social Networking, 15 (2012), pp. 91-99,
  • Jacqueline V.HogueJennifer S.Mills; “The effects of active social media engagement with peers on body image in young women”, Volume 28, March 2019, Pages 1-5
  • Macpherson-Sánchez, “Integrating Fundamental Concepts of Obesity and Eating Disorders: Implications for the Obesity Epidemic”, 2015 – Vol 105, No. 4,  American Journal of Public Health
  • Smith, A., “What people like and dislike about Facebook.” – February 2014, Pew Research Center
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